Covid 19 e creativi, come la pandemia sta influenzando le nostre arti

Salve Viandanti, e bentornati finalmente alla Locanda dei mille mondi.

Lo so, รจ parecchio tempo che la mia voce non echeggia tra le pareti di questa Locanda. Nel camino sono rimasti solo i resti di vecchie braci spente da tempo, la polvere ha ricoperto gli sgabelli e i ragni hanno espresso tutta la loro dedizione tessendo ragnatele spesse come funi.

Lโ€™aria di abbandono ha avvolto queste pagine per buona parte dellโ€™anno, accompagnata da una mancanza di ispirazione e spinta creativa che non provavo da anni. Perchรฉ ammettiamolo, questo 2020 รจ stato un anno assurdo, di quelli che ognuno di noi ricorderร  per tutta la vita.

La pandemia che ci ha colpiti ha segnato una linea di demarcazione netta e innegabile tra quel che era la nostra vita prima e quel che รจ stata negli ultimi mesi, ed รจ abbastanza evidente che non ci sia bisogno di parlarne ulteriormente tra queste pagine. In fondo tutti stiamo vivendo questo paradossale periodo, per cui sarebbe come descrivere il mare a un marinaio.

Basandomi sulla mia esperienza personale perรฒ, ho pensato che potrebbe invece essere interessante una riflessione su un altro aspetto che questa pandemia ha colpito con forza: la creativitร .

Gioconda Covid 19

Ogni creativo, si sa, รจ estremamente influenzato dalle esperienze di vita che fa, nonchรฉ dal contesto sociale e storico in cui vive. Le nostre avventure, cosรฌ come i nostri drammi, ci segnano e ci formano, andando cosรฌ a definire anche le nostre convinzioni e lโ€™autorialitร  che poi caratterizzano le nostre opere. Sarebbe quindi assurdo pensare che questa Pandemia non stia avendo delle conseguenze anche su questo fronte.

Personalmente, ad esempio, avevo iniziato il 2020 con una carica creativa incredibile. Avevo mille progetti in cantiere, lavori in ballo e ancor piรน idee in mente su cui lavorare. Giusto un paio di mesi dopo perรฒ, il lockdown mi รจ piovuto addosso improvviso come un temporale estivo, causandomi un tracollo creativo che non avevo mai provato in vita mia.

Lavorando in una clinica ospedaliera, seppur non come operatore sanitario, i miei ritmi lavorativi e le mansioni che svolgevo sono state stravolte dallโ€™oggi al domani. Mi sono ritrovato a lavorare di notte al pronto soccorso della mia cittร , a contatto solo con malati e operatori delle agenzie funebri. Per tre mesi non ho piรน incontrato nessuno dei miei amici e dei miei familiari, il ciclo giorno e notte era cosรฌ ribaltato sottosopra che mi capitava di non vedere il sole se non allโ€™alba, quando finivo il mio turno, o al tramonto, quando mi risvegliavo dopo aver dormito tutto il giorno cercando inutilmente di recuperare le energie perse.

La mancanza di tempo, combinata al non poco stress relativo a quel che mi succedeva intorno a causa della pandemia, ha reso per tanto tempo difficile il rimettermi davanti alla tastiera. E anche dopo, arrivata lโ€™estate e allentato il lockdown, lโ€™ispirazione era praticamente nulla. Per la prima volta in vita mia sentivo l’assenza della voglia di esprimermi, di creare o vivere mondi e storie di altri universi.

Per tutta lโ€™estate e gran parte dellโ€™autunno, avevo solo voglia di uscire, viaggiare, incontrare le persone a cui volevo bene e buttarmi in avventure vere, fisiche e concrete. Sentivo il bisogno di vivere attivamente, credo per esorcizzare i mesi di costrizione subiti a causa di un evento talmente pesante e drammatico da non poter essere affrontato, ma solo subito. Percepivo la mia creativitร , da sempre strumento per raccontare le parti piรน intime della mente, come un arto estraneo, di cui mi ero dimenticato gli utilizzi.

Da quel che ho potuto notare, attraverso le mie conoscenze personali, ma anche dalle centinaia di ore di podcast e video interviste che ho macinato in questi mesi, so che per molti altri creativi รจ stato lo stesso. Mi รจ capitato di ascoltare interviste a scrittori, registi e musicisti che esprimevano tutta la loro difficoltร  nel riprendere in mano gli strumenti del mestiere, vittime di un blocco creativo difficile da scollarsi di dosso.

Altri invece sono riusciti a fare lโ€™esatto contrario, trovando nella propria arte la valvola di sfogo con cui affrontare questo periodo buio. Come al solito, immagino che si tratti di qualcosa di molto personale. In fondo il processo creativo di ognuno รจ unico e individuale, cosรฌ come lo sono le reazioni al dolore e alle difficoltร  che la vita ci pone davanti, per cui sarebbe stato assurdo pensare che avremmo reagito tutti allo stesso modo. Quel che รจ certo perรฒ, รจ che nessun artista รจ uscito da questo 2020 senza che le sue opere venissero influenzate in qualche maniera dalla pandemia che ci ha colpiti.

In compenso questo periodo assurdo ci ha portato a vivere situazioni che normalmente non avremmo mai nemmeno immaginato, dandoci cosรฌ esperienze uniche, che in un modo o nell’altro, volenti o non, ci hanno formato e fatto crescere.

Sempre riportando la mia esperienza personale come caso di analisi, con lโ€™arrivo di questo secondo lockdown ho reagito in maniera totalmente diversa rispetto al primo, ritrovando una volontร  di agire e mettermi in gioco che mi รจ mancata la scorsa primavera, e se possibile ancora piรน forte di quella che avevo a inizio anno. Nellโ€™ultimo mese non solo ho ripreso a scrivere, ma ho anche finalmente lavorato concretamente per riuscire ad auto-pubblicare il mio primo romanzo, da troppo tempo chiuso in un cassetto in attesa del โ€œmomento giustoโ€, e che vedrร  la luce entro fine dellโ€™anno.

Lโ€™ombra di una nuova limitazione non mi ha demotivato, al contrario ha toccato nel vivo la mia voglia di sfide da affrontare, riaccendendo quella spinta creativa rimasta sopita per gran parte dell’anno. Nessuno di noi puรฒ sapere quanto ancora durerร  questo periodo oscuro, ma gli eventi, le emozioni e le riflessioni di questo 2020 andranno ad arricchire il bagaglio culturale di ognuno di noi, facendo crescere cosรฌ anche la nostra espressivitร . Si tratta di una conseguenza inevitabile come il sorgere del sole.

E per tornare alla narrativa, unica vera Dea alla Locanda dei mille mondi, non vedo lโ€™ora di scoprire quante storie verranno fuori da questo 2020 terribilmente straordinario.


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